Chi siamo

Sembra non ci sia nulla di meno familiare, per gli uomini del XXI secolo, dell’arte altomedievale dell’Europa meridionale, dell’Oriente bizantino e delle civiltà persiana ed islamica. Le culture visuali di questi mondi trascendono le categorie estetiche della post-avanguardia mentre nella cultura postmoderna si fa assai rara l’eco del significato delle immagini, degli edifici e delle sculture che affondano le proprie radici nella tradizione mediterranea. Proprio per questa ragione, Brno ha voluto ospitare il Center for Early Medieval Studies, un’istituzione che si dedica allo studio e alla presentazione dell’arte figurativa mediterranea tra il IV e il X secolo; e si propone di farlo non solamente nel campo della formazione ma anche in quello della ricerca e della divulgazione presso un pubblico non accademico. Principale scopo dell’attività del Centro è quello di analizzare, attraverso l’indagine sui manufatti da esse prodotti, le più importanti civiltà fiorite nel territorio di quello che un tempo è stato l’Impero romano. Pertanto, la ricerca del Centro ha come fulcro il percorso evolutivo delle identità culturali dell’Europa occidentale, di Bisanzio e del mondo dell’Islam come fenomeni autonomi, ancorché interdipendenti. Tale approccio transculturale è essenziale per capire il dialogo e i conflitti creatisi fra queste civiltà. Così come, allo stesso modo, lo è per la comprensione dei fenomeni globali che si manifestarono in maniera indipendente in ciascuna di queste culture.

Il nostro metodo si basa, da un lato, sull’eredità della Scuola storico-artistica di Vienna, scuola che ebbe un impatto decisivo sulla fase formativa del Dipartimento di Storia dell’Arte di Brno. Per altro verso, intendiamo invece seguire il percorso tracciato dalla tradizione della storiografica artistica della Boemia e della Moravia. Fu proprio in Cecoslovacchia, infatti, alla fine della prima Guerra Mondiale, che trovò sede una prestigiosa istituzione internazionale come lo Institutum Kondakovianum, fondato in onore dello studioso russo Nikodim Pavlovič Kondakov, scomparso a Praga nel 1925. Sempre in Cecoslovacchia, fra le due guerre, furono pubblicate due riviste internazionali che avevano come vocazione principale Bisanzio e l’Oriente: Byzantinoslavica e il Seminarium Kondakovianum. Non va inoltre dimenticato come le pubblicazioni più significative della Scuola di Vienna furono il risultato di ricerche dedicate all’alto medioevo e a Bisanzio. Ricordiamo soprattutto i fondamentali lavori di Franz Wickhoff, Römische Kunst (Die Wiener Genesis, Vienna, 1895) e di Alois Riegl, Die spätrömische Kunst-Industrie nach den Funden in Österreich-Ungarn (Vienna, 1901). Il Center for Early Medieval Studies aspira a basare le proprie attività su queste due tradizioni.

Dal momento della sua fondazione, il Centro ha organizzato cinque congressi internazionali (Face of the Dead, Objects of Memory, Memory of Objects and Circulation as a Factor of Cultural Aggregation: Relics, Ideas and Cities in the Middle Ages, Ritualizing the City and Re-thinking, Re-making, Re-living Christian Origins), numerosi workshop e una Summer School. Ha inoltre dato vita a corsi-blocco e a singole conferenze, tenute da eminenti figure appartenenti al campo degli studi storico-artistici. Fino ad oggi hanno positivamente accolto l’invito, fra gli altri, Hans Belting, Herbert Kessler, Serena Romano, Nicolas Bock, Valentina Cantone, Jean-Michel Spieser, Klára Benešovská, Elisabetta Scirocco, Michele Bacci, Alessandro Taddei, Éric Palazzo e Bissera Pentcheva. Le attività del Centro sono in parte basate sull’impegno assunto volontariamente dagli studenti del Dipartimento di Storia dell’Arte di Brno i quali, fin dal settembre 2011, hanno organizzato regolari conferenze pubbliche dal titolo “Středověc Jinax”, ovvero “Il Medioevo. Diversamente”. Tali conferenze non sono destinate solamente a un uditorio accademico ma anche a un più vasto pubblico.

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Ivan Foletti, M.A., Ph.D., vedoucí Centra